Più consulenza nel fotovoltaico
Di italiafotovoltaico pubblicato il10 Ottobre, 2008, 11:45 am
«Economia ed ecologia vanno sempre d’accordo. Se non si applicano criteri economici all’efficienza energetica il sistema non funziona più». Ne è convinto Mauro Moroni, 32 anni, di Ancona. Un ingegnere meccanico esperto in normativa e tecnologie per l’autonomia energetica e l’utilizzo razionale dell’energia, autore del libro “Progettazione fotovoltaico in conto energia” (Epc Libri Editore) e di altri volumi in materia ambientale.
Dopo aver concluso il dottorato in Energetica presso la Politecnica delle Marche, ha deciso di aprire uno studio professionale per conto proprio. Oltre a seguire la progettazione di impianti fotovoltaici fino alla fase esecutiva, svolge diversi audit energetici presso aziende private: «Fotografiamo la situazione energetica interna – spiega Moroni –, analizziamo come vengono usati i macchinari e poi proponiamo degli interventi migliorativi. Sia per una gestione intelligente a livello gestionale, sia per razionalizzare e rendere più efficiente la struttura stessa». La consulenza sta diventando centrale nell’attività di numerosi liberi professionisti specializzati in tematiche ambientali. L’importanza degli “energy manager”, come spesso vengono definite queste figure, cresce in tutti i comparti economici. «È difficile trovare sul mercato – continua l’ingegnere – una figura professionale che abbia conoscenze così trasversali, per questo bisogna continuare a studiare e a formarsi. Per il momento si rivolgono a noi solo realtà di grandi dimensioni. Alcune preferiscono assumere al loro interno una figura fissa che svolge questo ruolo. La tecnologia più richiesta per il momento è il fotovoltaico, più facile da installare e con incentivi ad hoc. Cresce, però, anche l’attenzione alla parte termica di ottimizzazione dell’efficienza energetica degli edifici».
Al termine dell’università, come accade a molti ingegneri che si appassionano alle tematiche energetiche, per un breve periodo Moroni si è concentrato sulle tecnologie legate alle fonti rinnovabili nei Paesi in via di sviluppo. «Il fascino iniziale – racconta – era legato alla volontà di portare l’energia laddove non c’è. Poi ho scelto di concentrarmi in Italia, dove c’è ancora molto da fare».
Fonte Il News24


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