Fotovoltaico: quali incentivi dopo il 2010?

Di Italia Fotovoltaico pubblicato il4 ottobre, 2009, 12:14 pm

Che gli dello Stato italiano per la produzione di energia fotovoltaica siano i migliori del mondo è risaputo, come è altrettanto risaputo che al raggiungimento della fatidica soglia dei 1200Mw di potenza installata decadrà l’attuale Conto energia.

Forse non sono in molti a sapere che gli incentivi statali destinati a finanziare l’energia prodotta da fonti rinnovabili derivano dalla componente A3 delle fatture energetiche pagate dai cittadini italiani. Attualmente la componente A3 arriva al 7,5%, ma è destinata ad aumentare per rispettare gli obiettivi presi a livello europeo. Tuttavia, è l’Europa stessa che propone di tagliare considerevolmente gli incentivi italiani per la diffusione del . La Spagna ha già azzerato le sue sovvenzioni causando un dissesto del mercato interno, la Germania sembra orientata a seguire identico percorso. E l’Italia? Sicuramente la futura versione del Conto Energia, che dovrebbe entrare in vigore dopo il 2010, cercherà di contenere i costi.

Una proposta presentata da Confindustria Anie/Gifi (Gruppo imprese fotovoltaiche italiane), propone una riduzione morbida delle tariffe incentivanti: per il quinquennio 2011-2015 Confindustria vuole portare il limite di potenza incentivabile dagli attuali 1.200 Mw ad almeno 7mila Mw, nonchè di riformulare la suddivisione per classi di potenza (dalle attuali 3 a 5). Il taglio dell’incentivo, a seconda delle classi di potenza, sarebbe compreso tra il 5 e il 20%. Dal 2012 fino al 2015 le tariffe potrebbero poi subire una ulteriore riduzione annua pari al 5%, continuando comunque a garantire adeguati profitti agli investitori e alla filiera industriale.

A tal proposito Gert Gremes, presidente di Gifi, ha dichiarato:
L’Italia avrà sempre bisogno di un livello di incentivazione superiore a quello degli altri paesi ma con questa proposta cerchiamo di essere realisti. Bisogna però avere presente che il fotovoltaico rappresenta un investimento per il Paese: a medio-lungo termine contribuirà a ridurre i costi dell’energia e la dipendenza dall’estero“.

Grazie al nuovo regime tariffario proposto, sostiene l’Anie/Gifi, entro il 2020 si garantirebbe inoltre l’installazione di 15.000 Mw di impianti fotovoltaici e la creazione, lungo tutta la filiera, di almeno 90.000 posti di lavoro.

Rimane comunque valido l’obiettivo della . Secondo Richard Paul Ingmar Wilheim, responsabile area sviluppo Italia di Enel Green Power, “il fotovoltaico sarà in grado di raggiungere la grid parity entro tre-cinque anni. A quel punto si aprirà un grande potenziale di sviluppo per il solare nel settore residenziale“.

Via IlSole24Ore

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