Fotovoltaico: se la Germania piange il resto del mondo non ride
Di italiafotovoltaico pubblicato il24 Gennaio, 2010, 11:02 pm
C’è molta apprensione tra gli addetti dell’industria fotovoltaica ora che la Germania ritiene opportuno tagliare i suoi incentivi 2010 destinati all’energia elettrica prodotta da fotovoltaico. Un calo del 10 per cento, già predeterminato, è entrato in vigore all’inizio di questo anno, ma ora il governo tedesco sta valutando ulteriori tagli.
È una mossa che danneggerebbe le imprese tedesche del solare, ma potrebbe influire in modo significativo sull’industria solare nel suo complesso.
I tagli colpirebbero l’energia fotovoltaica nel suo nucleo. La Germania da sola rappresenta oltre la metà della produzione in tutto il mondo di solare fotovoltaico; perciò un colpo simile al mercato del solare in Germania si ripercuote in tutto il mondo. Da un lato, la scarsa domanda durante la recessione globale ha favorito una rapida diminuzione dei prezzi delle attrezzature, rendendo l’energia solare ancora più appetibile per i consumatori. D’altra parte, la caduta dei prezzi sta facendo pagare ai produttori e fornitori di energia solare un pedaggio alquanto salato che sarà ulteriormente aggravato dai tagli degli incentivi tedeschi.
Questi tagli infliggeranno un colpo mortale al mercato dell’energia da fotovoltaico? Probabilmente no, ma potrebbero modificare la geografia di questo settore. I giganti tedeschi del solare come Q-Cells e Siemens avrebbero sicuramente la peggio. I produttori low-cost-per-watt, come Trina Solar e Yingli Green Energy, holding cinesi, così come First Solar in America, saranno i primi a beneficiarne, o almeno, sentiranno meno questa scossa di assestamento.
Secondo la rivista Forbes, i tagli preannunciati entreranno in vigore ai primi di aprile, assestando un altro 17 per cento al taglio del 10 per cento somministrato all’inizio dell’anno.
La vera domanda che pervade l’industria solare è se questi tagli stanno arrivando troppo presto. La Spagna lo scorso anno ha capito quali danni possono derivare dall’abbandonare le sovvenzioni al fotovoltaico troppo presto: se tutti nel 2008 guardavano gli spagnoli portarsi al comando nella produzione di elettricità da fotovoltaico, nel 2009 si è assistito ad una perversa spirale verso il basso.
Va detto, tuttavia, che non ci si può aspettare nient’altro che poroteste da parte delle aziende interessate quando le sovvenzioni vengono ridotte. Le imprese si godono la vita in un mondo di sovvenzione in cui i profitti sono quasi certamente garantiti e gli azionisti investono con fiducia. Ma le sovvenzioni sono sempre destinate ad essere temporanee, e presto o tardi, tedeschi, cinesi, americani e qualsiasi altra industria nel mondo facente capo al fotovoltaico dovrà cavarsela da sola. Ma, forse, è troppo presto?
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quindi anche in Italia, quando gli incentivi sul fotovoltaico verranno ridotti il mercato volgera’ al low cost e la China con societa’ come Trina e Yingli ed altre guadagnera’ mercato?