GIFI risponde a Report
Di Italia Fotovoltaico pubblicato il12 dicembre, 2010, 7:32 pm
Nella puntata andata in onda su RAI3 domenica 28 novembre, Report ha dedicato un approfondimento sul tema delle rinnovabili descrivendo, in particolare, gli incentivi alle rinnovabili come un “meccanismo perverso succhia soldi”. Non si è fatta attendere la risposta del GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane) parte di Confindustria ANIE, che in una lettera indirizzata a Milena Gabanelli ha trasmesso alla redazione della testata alcune doverose precisazioni con l’auspicio che le stesse possano essere veicolate ai telespettatori.
GIFI/ANIE con la pronta azione ha voluto in primo luogo evidenziare un aspetto importante che la trasmissione della Gabanelli ha trascurato: i benefici per il Sistema Paese che lo sviluppo del fotovoltaico ha creato – anche per effetto della Legge di incentivazione del Conto Energia.
“La quasi totalità della forza lavoro impiegata nell’installazione e manutenzione degli impianti FV, figure
professionali di elevata specializzazione e vario profilo, è italiana – si precisa nella lettera che GIFI/ANIE ha
trasmesso alla Gabanelli. “In soli tre anni lo sviluppo del mercato fotovoltaico ha creato in Italia almeno
20.000 posti di lavoro lungo tutta la filiera e ne stimiamo ulteriori 70.000 per i prossimi 10 anni. Sono
numeri importanti che ci permettono di osservare come, in un periodo di crisi economica come quello che
stiamo vivendo, l’industria fotovoltaica italiana – anche beneficiando dell’incentivazione – ha potuto
fronteggiare la crisi e nel contempo creare nuova occupazione.”
GIFI/ANIE ricorda che oltre il 99% degli impianti fotovoltaici italiani sono di taglia piccola e media, con
l’obiettivo di aiutare le famiglie e le aziende a ridurre significativamente le spese energetiche. Di contro l’1%
di impianti di grande taglia, che in termini di potenza installata rappresenta una quota molto rilevante, aiuta
il settore nel suo complesso, garantendo economie di scala che vanno a vantaggio anche dei piccoli utenti,
con riduzioni nei costi d’impianto che in pochi anni sono diminuiti anche del 40%, unico caso tra le fonti
energetiche disponibili. I costi reali per la collettività sono molto inferiori ai costi derivanti dalle tariffe
incentivanti in quanto i ricavi del Conto Energia, a parte i casi in cui il proprietario dell’impianto è una
persona fisica, sono soggetti a imposizione fiscale. Le aziende del settore, nate proprio grazie alla
disponibilità di tali incentivi, restituiscono allo Stato tramite la normale fiscalità un’ulteriore importante
quota dei fondi utilizzati per la diffusione degli impianti fotovoltaici.
“In un contesto sicuramente favorevole l’industria fotovoltaica italiana rappresentata da GIFI/ANIE ha
proposto al Governo di ridurre il valore dell’incentivo a partire dal 2011, in virtù del fatto che i prezzi per i
componenti e i sistemi fotovoltaici hanno registrato una significativa riduzione conseguente alle economie di
scala raggiunte – si prosegue nella lettera. “Il ruolo degli incentivi è quello di accompagnare gradualmente
la crescita del fotovoltaico, fino a quando sarà un mercato capace di “camminare con le proprie gambe”. Chi
guarda agli incentivi come a un sussidio perenne o a una occasione di speculazione opera in errore. Le
aziende riunite nel GIFI, che profondamente credono nel valore di questo mercato e nel valore che gli
operatori della filiera possono offrire al nostro Paese, non hanno mai guardato agli incentivi in una logica di
speculazione.”
La lettera alla redazione di Report non ha tralasciato, infine, il delicato tema della legalità, dichiarando la
ferma distanza delle aziende di GIFI/ANIE dal messaggio emerso chiaramente dai contenuti della
trasmissione. Gli operatori che credono nello sviluppo del fotovoltaico in Italia, che hanno investito e creato
occupazione negli anni, non condividono lo scenario delineato che associa al sistema delle rinnovabili un
contesto di illegalità.
“Report più volte in passato ha mostrato casi di Paesi europei quali buoni esempi da seguire in tema di
sviluppo delle fonti rinnovabili, denunciando l’arretratezza dell’Italia – ha dichiarato Valerio Natalizia
Presidente GIFI/ANIE. “La situazione oggi è finalmente cambiata, probabilmente grazie anche alle passate
denunce di Report – ha proseguito Natalizia – e di questo la trasmissione andata in onda lo scorso 28
novembre non ne ha tenuto conto, limitandosi a dare evidenza dei malfunzionamenti nei meccanismi di
incentivazione e degli elevati costi per la collettività.”
“I vantaggi economici e sociali di cui l’Italia beneficia dallo sviluppo del mercato fotovoltaico sono numerosi
e le difficoltà nell’erogazione degli incentivi sono sì presenti ma in misura molto minore rispetto a quanto la
redazione di Report ha voluto darne notizia – ha proseguito ancora Natalizia. “Il rischio che ci preoccupa
maggiormente è che nel pubblico si diffonda un’opinione sbagliata sul fotovoltaico. Alla luce degli oggettivi
vantaggi per la collettività e, più in generale, per il Sistema Paese – ha concluso Natalizia – il fotovoltaico ha
invece bisogno di un supporto fattivo da parte di testate di informazione importanti come Report e dai mezzi
di comunicazione in generale”
Fonte GIFI

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