Grazie alle rinnovabili non si paga l’Imu
7 maggio 2012 – 18:41 | Un commento

A Tula, piccolo centro di circa 1600 anime del Sassarese, l’amministrazione comunale ha deciso di esentare i cittadini dal pagamento dell’IMU. Ciò è stato possibile grazie alle entrate derivanti dal parco eolico.

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Bolletta Enel troppo alta? Non è colpa delle rinnovabili.

Pubblicato da il 3 maggio 2012 – 17:36Nessun Commento

Da più parti si afferma che i rincari della sono giustificati dagli incentivi destinati allo sviluppo delle . Pochi parlano della strategia messa in atto dai produttori di elettricità da fonti fossili che vedono i loro profitti ridursi per l’attività di e fotovoltaico.

L’ che illumina le nostre abitazioni, alimenta gli elettrodomestici, fa andare le macchine delle industrie deriva sia dalle sia da pannelli solari e pale eoliche. Le fonti pulite, in particolare il fotovoltaico, nelle ore del giorno in cui vanno a pieno regime, hanno la precedenza sulle altre, riducendo l’attivazione delle centrali tradizionali che entrano in azione solo in orari periferici. Ovviamente i produttori di tradizionale non tollerano i mancati guadagni diurni e cercano di rifarsi alzando le tariffe di sera.

Quel che succede è che il fotovoltaico, assieme alle altre , avendo di produzione nulli (non hanno bisogno di combustibile per produrre kWh e i di manutenzione sono molto bassi), di giorno fa concorrenza alle centrali tradizionali e riesce a contenere il prezzo dell’energia (l’effetto peak shaving che nel 2011 ha fatto risparmiare 400 milioni di euro). A rimetterci sono i produttori da fonti tradizionali, specie chi ha investito in nuovi impianti a ciclo combinato, che durante il giorno deve spesso tenere ferme le centrali, con evidente danno economico. L’ipotesi di Qualenergia.it è che dietro l’impennata del prezzo nel picco serale ci possa essere un tentativo di questi operatori di rifarsi dei guadagni erosi nella fascia diurna, cosa che sicuramente rende inefficiente il sistema elettrico e che potrebbe anche nascondere pratiche di cartello.

E la tariffa bioraria che premiava con forti sconti chi concetrava il prelievo di corrente elettrica nelle ore serali è ancora vantaggiosa? Secondo Altroconsumo c’è ancora convenienza ad usare la lavatrice di notte. Federconsumatori ha stimato questo risparmio in circa l’1% della bolletta; davvero poco, considerando che la tariffa bioraria era stata introdotta proprio per favorire lo spostamento dei consumi delle famiglie dagli orari diurni a quelli serali e notturni, al fine di evitare il sovrapporsi di questi ultimi ai consumi legati alle attività produttive e ridurre i picchi di costo durante le ore di maggior consumo.

Il presidente dell’Aeeg, Guido Bortoni, in un’audizione alla 10a Commissione industria del Senato descrive il fenomeno dell’anomalo aumento di prezzo nelle ore serali e annuncia che indagherà su quel che sta accadendo (scarica la memoria del 19 aprile 2012 dal sito  dell’Autorità per l’energia). In questo documento ufficiale si legge:
Il confronto tra gli andamenti dei dell’ all’ingrosso nel corso del I° trimestre del 2012, rispetto all’analogo periodo del 2011 (vedi grafico), evidenzia una ‘compressione relativa’ dei dell’energia elettrica nelle ore di maggior produzione fotovoltaica, produzione che si caratterizza per assenza di costi variabili e specifici programmi di offerta. Ne consegue una significativa riduzione del numero delle ore in cui gli impianti termoelettrici hanno l’opportunità di coprire, prima ancora della quota parte dei costi fissi, anche le eventuali perdite sui costi variabili registrate nelle ore della giornata in cui sono costretti a rimanere in servizio a causa dei loro vincoli tecnici di funzionamento. Da ciò deriva un’esigenza di copertura dei costi variabili di produzione in un numero più concentrato di ore, il che, a sua volta, concorre a spiegare l’aumento relativo registrato nei livelli dei prezzi dell’energia elettrica all’ingrosso nelle prime ore serali”.

“Al fine di meglio comprendere gli effetti di questo fenomeno, l’Autorità sta sviluppando analisi finalizzate a valutare l’evoluzione dei costi degli impianti con riferimento ai loro possibili profili di utilizzo e la relazione di aderenza degli stessi ai prezzi che si formano sul mercato. Ciò al fine di completare la base conoscitiva in vista di eventuali provvedimenti. Le risultanze forniranno anche un contributo oggettivo e neutrale rispetto a un dibattito che si è spesso sviluppato sulla base di analisi parziali e variamente orientate” sipega il presidente Bortoni, il che equivale a dire  che l’Autorità per l’energia non se ne sta con le mani in mano e potrebbe prendere provvedimenti sanzionatori.

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